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| 03
novembre |
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| Immagino... |
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Questa sera i miei occhi sono come un
obbiettivo puntato sul mio
corpo... Indosso
solo una camicia da uomo... che copre appena la
mia voglia... Mi piace vedere cosa succede al
mio seno quando immagino quella scena... La mia
mano non è nient'altro che la Sua
voglia... Voglia del
mio seno... Mi lascio
andare e immagino... Alcune cose vanno solo
immaginate... Altre... vanno solo fatte
affinchè rimangano nella memoria...
indelebili...
Immagino
quella stanza d'albergo... Lui ancora
non c'è... ma già lo sento... Lo sento
lì ...in quell'angolo oscuro dei miei
umori... ...mi
accarezzo...Solo per lui ...questa notte... La
voglia aumenta sempre più...
Prendo un lembo
di stoffa e mi copro gli occhi... Rimango così
ad aspettarlo... appoggiata con le mani a quel
muro freddo... umido...come me... Appoggio su
quella parete i miei seni... e lo
sento... Sento la sua lingua, sento le sue
mani, sento il suo restiro... Un paio di
manette luccicanti senza più la chiave... un paio
di manette che non mi consentiranno di oppormi
alle tue voglie... Gemo... E ora...
Ora attendo che apri quella
porta...
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| 02
novembre |
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| Totem... |
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...non c'è nulla di messianico nei miei
gesti e la ritualità mi affascina, mio
malgrado... Nella mia vita, nei miei ricordi
...poche cose hanno un senso... e a questo associo
il piacere di viverli e ricordarli con l'intensità
di un gesto unico... Totem piantati nelle
viscere... Sono una fanatica dell'Io
ardente... Non associarmi a realtà che subiamo,
ma che non mi appartengono, non ci
appartengono... Il mio è solo l'inno del lupo
alla luna...
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| 31
ottobre |
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| Ho voglia
di... |
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Pere al
Cioccolato
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| 28
ottobre |
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| Senza...parole... |
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E un
giorno mi torna in mente questa cosa.. Non mi
torna in mente ...è che un giorno riesco a fare
quel movimento da contorsionista davanti allo
specchio e con la coda dell’occhio riesco a
rileggere quello che mi hai inciso sulla
pelle... .. Milioni di parole raggruppate
in segni semplici ed
indelebili...
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| 27
ottobre |
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| ...per
Voi che mi leggete... |
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Difficile,
ora, convogliare in parole l’emozione che sento...
Ma i piace pensare che chi ha voglia di
“comunicare” con me si spogliasse interamente,
scarnificandosi per lasciare emergere solo ciò che
sta al di là dell’apparenza quotidiana che ognuno
di noi indossa. C’è chi lo fa con me... chi
continua a farlo, chi continua a chiedermi di
scavare per cercare di accedere al mio nucleo
pulsante, a ciò che mi distingue! Non so chi
siano... non so chi siete e infondo poco conta se
ciò che potete e riuscite a darmi è questa
Emozione che ora porto in corpo, quasi in grembo!
Sì, poco conta tranne per l’impulso
terrificante che provo quando apro una Vostra mail
o, come sempre, leggendo i vostri
commenti... Un calore che mi si espande dentro
tanto da farmi tremare le vene... Chiudo gli
occhi, mi mordo un labbro, e ascolto il grumo
pastoso che mi pesa al centro del petto, perché
vorrei avervi qui... qui... qui seduti vicino a
me... Vorrei non essere corpo in questi momenti
e... come quand’ero bambina... sogno di
smaterializzarmi e di ricompormi dove siete voi
ora, alla luce calda di una lampada, in un
salotto... Intrufolarmi tra le vostre parole
che sanno di confidenza, di carne, di sangue, di
dolori e di gioie, di intima
comprensione... Arrivare tra di voi e
sussurrarvi sono qui e chiedervi di non guardarmi,
di chiudere gli occhi e di iniziare così a
scoprirmi... Perché ciò che vorrei sentire come
prima cosa è il vostro odore e il calore della
vostra pelle senza lasciarmi corrompere dalla
tirannia degli occhi... Vorrei potervi offrire
il mio collo, sentire che lo odorate che ne
avvertite il sangue pulsare furioso.... Vorrei
sentire le Vostre mani che mi scostano i capelli e
avere la certezza che ancora non mi avete
guardata... ..avere la certezza che state
“sentendo” con ogni più piccola parte della Vostra
pelle, la mia pelle... Cercherei le Vostre
mani, le stringerei forte, ne sentirei le piccole
callosità... Piccole cicatrici... Le
porterei al centro del mio petto, strette tra le
mie, e le bacerei come si bacia ciò che ci è
infinitamente caro... Tempo fa ho rivisto un
amico che non vedevo da anni... Mi ha sorpreso
quanto il tempo sia impotente nei confronti
dell’affetto... Un uomo, un amico, che vive in
lontano da me da molto tempo, mi ha stretta a se e
mi ha sussurrato all’orecchio – tu non sai
quanto bene io ti voglia, non ne hai minimamente
idea -... E’ stato un abbraccio caldo,
potente, pieno di vita... Mi ha donato una
certezza: che nella vita si è più amati di quanto
si creda... E’ che qualche volta non lo si
vuole ammettere.... Siamo così ossessivamente
contagiati dal Visibile da arrivare a pensare che
ciò che non lo è non esiste e così ci
dimentichiamo che il mondo invece ci riconosce
sempre per quello che siamo e quindi se diamo
amore ne riceviamo. Io su queste pagine sto
cercando di ricamare con voi un “legame” con le
mie parole, con il mio corpo, con le mie assenze,
con la mia mente ma ...soprattutto con il mio
amore... Forse vorrei semplicemente essere un
pittore per poter tracciare l’ultimo tratto di un
cerchio... chiudendolo! ...poi chissà, magari
mi allontanerò di qualche passo dalla tela...
reclinerò cocciutamente la testa di lato, mi
siederò alla scrivania e... fumando un bel
sigarino... mi sentirò tremante e felice!
...che altro dire... ...aprite gli occhi
perché io sono qui, tra le Vostre braccia...e Vi
voglio ascoltare...
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| 26
ottobre |
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| Mollami...
per il mio bene! |
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Questa
sera ci sarebbe solo da spegnere la luce e
rigirarsi nel letto cercando il sonno e reprimendo
i conati speziati dell’anima che vorrebbe solo
traboccare... Andarsi a cercare un
tavolo nel caldo e fumoso locale dietro
casa... Starsene
lì aspettando qualche pezzo di sottofondo musicale
che mi permetta di pensare...
Niente da
piangere, nessun rotolarsi dal dolore, solo un
senso di schifo... ...di
scelte sbagliate ne ho fatte, ma certe cose
no... Odio
quando si prendano decisioni al posto mio,
motivate dal mio bene, giuro che questo mi manda
fuori dalla grazia di dio ancora più di quanto non
ci viva regolarmente... Soprattutto se a farlo è una persona che
cerca di pararsi il culo... Per il
mio bene... Già..per il mio
bene...hai detto... per
il nostro bene... Per il
mio fottuto bene... per quella merda di bene da
credere! Conosco
benissimo quale è il mio bene, lo so in ogni
istante, me ne faccio benissimo carico da sola
credimi, non ho affatto bisogno di essere protetta
da me stessa. Non usare
il meccanismo “per il tuo bene” contro di me, non
sono nella tua sfera di responsabilità...
E di
fatto non lo sono mai
stata... Ho tanto
da vivere ancora, ma un po’ ho vissuto, so mettere
le cose in prospettiva e risolvermi i problemi…
magari non sono all’altezza di risolvere quelli
degli altri, ma con i miei sono
grandiosa. E proprio
tu dovresti capire che a volte un po’ di dolore fa
bene, è necessario, proprio per quel senso della
prospettiva. Che non
esiste il piacere senza quel filo di dolore e che
tutto altrimenti diviene confuso,
indistinguibile... Quindi
per il mio bene... ho deciso... basta... forse è
un bene chiudere definitivamente la pagina che
porta il tuo nome... ...PER IL
MIO BENE!
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| 25
ottobre |
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| Io ...e
la luna |
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Serata
al solito locale... Mi piacciono queste serate
vuote... Mi accoccolo nell’angolo appoggiando
la testa al muro e rimango ad ascoltare chiunque
abbia voglia di parlarmi... ...Ascolto e
penso... ...Penso e fumo... ...Fumo e
bevo... ... Mi dipingo addosso un
ghigno...E’
la mia sfida con la Luna!
Ci
sono io, qui dentro, accovacciata tra le note del
sax e un muro grondante umidità e c’è Lei, lì
fuori, immersa nel cielo zitto... Io qui, lei
lì... Ci sfidiamo a chi resiste di più, a chi
può custodire meglio i segreti della
gente... Lo so che lei ne ascolta a milioni ma
è lassù, lei! Io invece sono qui giù... Io
condivido con i miei dannati i loro
inferni... Siamo tutte e due senza
sole... Siamo entrambi figlie della stessa
notte... Usiamo linguaggi
sconosciuti... Beviamo dagli stessi
alambicchi... Ma siamo diverse! Lei non ha
cornicioni sui quali rimanere in equilibrio quando
i segreti sembrano essere troppi per una sola
anima umana... Lei non resta a specchiarsi sul
fondo di bicchiere di rhum ipnotizzata da un
dolore che non è nemmeno più vivo... Lei ha
orizzonti che io non ho... Nell’angolo acuto
delle solitudini che mi vengono raccontate, io
fagocito dolori che non hanno specchi per
rimandare un immagine di possibile libertà da se
stessi... Lei
è libera di esserci o non esserci per gli
uomini... .. Io no... Io ci sono! ... Sono
qui e ascolto...
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| 24
ottobre |
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| ..in
giornate come queste... |
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...le
nuvole nel cielo sono come schiuma di
cappuccino...
..allora
slego le mani, afferro la tazza del cosmo e
ingurgito tutto... |
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| 20
ottobre |
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| Desiderare.... |
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Desiderare
troppo mi ammazza. Mi sfianca, assorbe dal centro
della mia anima troppa energia. Dimagrisco pur
mangiando. Rimango in apnea inconsapevolmente,
anche quando guido, mentre spingo un carrello o
ascolto qualcuno parlarmi dall’altro capo del
telefono, così, all’improvviso comincia a mancarmi
l’ossigeno nel sangue e mi gira la testa, allora,
ma solo allora, apro la bocca come qualcuno che
riemerge da un’immersione troppo lunga, e
finalmente respiro. Mi ammazza desiderare
così... Mi infastidisce anche non dare sfogo a
questo tarlo crudele che mi divora dentro! Una
goccia nella notte che batte rumorosamente sempre
nello stesso punto: i sensi... Allora divento
debole, distratta, evanescente... Non rispondo,
non parlo, mi isolo perché lui, il desiderio, mi
richiama a se pretendendo attenzione, devozione
assoluta. Non c’è scampo e quindi vago dentro di
me alla ricerca di soluzioni definitive, rifiuti,
negazioni. Ma sono poca cosa, sono volontà false.
Cincischio con me stessa. E’ una musica, sempre
quella, continua, leggera dolce e soprattutto
nostalgica che macera l’animo ma se mai diventerà
corpo e respiro, anche solo bacio, oh, sì, solo un
bacio, nulla più, allora sarà estasi... Di quelle
che ti fanno tremare, sconvolgono e creano
l’assoluta certezza che a certe forze non ci si
può opporre. Vita, quella vera, quella per cui
vale sempre la pena rischiare.
Però, fanculo, che
fatica!!!! Mi
stanca....ma cazzo, sono
FELICE! |
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| 19
ottobre |
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| Parole... |
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...........rimango un attimo
ferma a guardare questi puntini di
sospensione.... Rimango a guardarli mentre mi
mordo un labbro e le parole rimangono nella mia
testa prese a pugni per essere messe in ordine, in
una riga che sa di disciplinato ordine marziale
mentre vorrebbero uscire tutte
insieme... Gettarsi su questa pagina e danzare,
fare capriole, volare con arditi guizzi in alto,
in basso, poi sù, poi a destra poi a
sinistra... Parole che trattengono il fiato e
si gettano a capofitto nell'aria..Gioiose,
allegre, vive...vitali! Parole che si
guardano, si abbracciano, danzano
felici... Parole che si fermano con il fiato
lungo, hanno corso così tanto,così tanto
felici... Parole che ora si guardano, intense,
quasi serie, parole che ora si desiderano con una
dolcezza infinita... Parole che vogliono solo
disfarsi di tutto e di tutti e stendersi su questa
pagina bianca e starsi accanto, nude
...Calore... Parole che dimenticano di essere
state per qualcun’altro prima, che dimenticano di
essere state qualcos’altro prima... prima di
ora! Parole l'una sopra l'altra che piano,
guardandosi senza generare altre parole entrano
l'una nell'altra... Parole che potrebbero
diventare lacrime da quanto e come e quando si
sono desiderate,
cercate... |
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| 18
ottobre |
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| Capisci?
Sì, so che capisci. |
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Al
mio amico Glau...
E’ in questa frase, che qualche
volta mi ripeto, che vivi... Lancio il
boomerang uncinato delle mie parole verso di te e
lui torna a me con i brandelli della tua anima.
Ne
odoro il sapore, li stacco piano e
me li appiccico addosso come parti mancanti. Sono
balsamo per le mie ferite. Sono i pezzi di me
persi da qualche parte che mi ritornano
quando ti dico.... Sì, so
che capisci!
In
regalo un dolce ricordo... la foto che amavi
tanto... quella con i capelli al
vento...
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| 14
ottobre |
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| Le luci
ambigue della sera... |
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Mi
guardo allo specchio... Lascio
che la musica, questa musica, mi faccia fare ciò
che vuole.... Chiudo gli occhi, le mie mani
sono altre mani riflesse in questa luce appena
accennata... Suoni, nulla più! Strade di
città bagnate da splendori
pallidi...notturne.... Lampioni che sfuggono ai
lati... E seguo il fruscio della seta
asfaltata... Dune che mi si creano sotto ai
polpastrelli, che sfuggono per riapparire appena
un pò più in giù... Turgori di curve chiuse tra
il desiderio di vero contatto! Accelero, nulla
più che istinto! Sento l'orlo, arrivo fino a
lì... fino alla folata calda del prossimo
incrocio! Sollevo appena la mia camicia e dal
finestrino del mio cervello l'aria mi si fa in
faccia più fresca... Respiro
tremando... Luci ambigue si inchinano al mio
passaggio, sento che oltre... oltre quell'orlo di
seta smetterò di vagare, mi fermerò, sospenderò
tutto, anche il mondo se servisse. ...Lascio
fare alla mia mano...
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