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| 03
novembre |
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| Immagino... |
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Questa sera i miei occhi sono come un
obbiettivo puntato sul mio
corpo... Indosso
solo una camicia da uomo... che copre appena la
mia voglia... Mi piace vedere cosa succede al
mio seno quando immagino quella scena... La mia
mano non è nient'altro che la Sua
voglia... Voglia del
mio seno... Mi lascio
andare e immagino... Alcune cose vanno solo
immaginate... Altre... vanno solo fatte
affinchè rimangano nella memoria...
indelebili...
Immagino
quella stanza d'albergo... Lui ancora
non c'è... ma già lo sento... Lo sento
lì ...in quell'angolo oscuro dei miei
umori... ...mi
accarezzo...Solo per lui ...questa notte... La
voglia aumenta sempre più...
Prendo un lembo
di stoffa e mi copro gli occhi... Rimango così
ad aspettarlo... appoggiata con le mani a quel
muro freddo... umido...come me... Appoggio su
quella parete i miei seni... e lo
sento... Sento la sua lingua, sento le sue
mani, sento il suo restiro... Un paio di
manette luccicanti senza più la chiave... un paio
di manette che non mi consentiranno di oppormi
alle tue voglie... Gemo... E ora...
Ora attendo che apri quella
porta...
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| 02
novembre |
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| Totem... |
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...non c'è nulla di messianico nei miei
gesti e la ritualità mi affascina, mio
malgrado... Nella mia vita, nei miei ricordi
...poche cose hanno un senso... e a questo associo
il piacere di viverli e ricordarli con l'intensità
di un gesto unico... Totem piantati nelle
viscere... Sono una fanatica dell'Io
ardente... Non associarmi a realtà che subiamo,
ma che non mi appartengono, non ci
appartengono... Il mio è solo l'inno del lupo
alla luna...
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| 31
ottobre |
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| Ho voglia
di... |
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Pere al
Cioccolato
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| 28
ottobre |
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| Senza...parole... |
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E un
giorno mi torna in mente questa cosa.. Non mi
torna in mente ...è che un giorno riesco a fare
quel movimento da contorsionista davanti allo
specchio e con la coda dell’occhio riesco a
rileggere quello che mi hai inciso sulla
pelle... .. Milioni di parole raggruppate
in segni semplici ed
indelebili...
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| 27
ottobre |
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| ...per
Voi che mi leggete... |
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Difficile,
ora, convogliare in parole l’emozione che sento...
Ma i piace pensare che chi ha voglia di
“comunicare” con me si spogliasse interamente,
scarnificandosi per lasciare emergere solo ciò che
sta al di là dell’apparenza quotidiana che ognuno
di noi indossa. C’è chi lo fa con me... chi
continua a farlo, chi continua a chiedermi di
scavare per cercare di accedere al mio nucleo
pulsante, a ciò che mi distingue! Non so chi
siano... non so chi siete e infondo poco conta se
ciò che potete e riuscite a darmi è questa
Emozione che ora porto in corpo, quasi in grembo!
Sì, poco conta tranne per l’impulso
terrificante che provo quando apro una Vostra mail
o, come sempre, leggendo i vostri
commenti... Un calore che mi si espande dentro
tanto da farmi tremare le vene... Chiudo gli
occhi, mi mordo un labbro, e ascolto il grumo
pastoso che mi pesa al centro del petto, perché
vorrei avervi qui... qui... qui seduti vicino a
me... Vorrei non essere corpo in questi momenti
e... come quand’ero bambina... sogno di
smaterializzarmi e di ricompormi dove siete voi
ora, alla luce calda di una lampada, in un
salotto... Intrufolarmi tra le vostre parole
che sanno di confidenza, di carne, di sangue, di
dolori e di gioie, di intima
comprensione... Arrivare tra di voi e
sussurrarvi sono qui e chiedervi di non guardarmi,
di chiudere gli occhi e di iniziare così a
scoprirmi... Perché ciò che vorrei sentire come
prima cosa è il vostro odore e il calore della
vostra pelle senza lasciarmi corrompere dalla
tirannia degli occhi... Vorrei potervi offrire
il mio collo, sentire che lo odorate che ne
avvertite il sangue pulsare furioso.... Vorrei
sentire le Vostre mani che mi scostano i capelli e
avere la certezza che ancora non mi avete
guardata... ..avere la certezza che state
“sentendo” con ogni più piccola parte della Vostra
pelle, la mia pelle... Cercherei le Vostre
mani, le stringerei forte, ne sentirei le piccole
callosità... Piccole cicatrici... Le
porterei al centro del mio petto, strette tra le
mie, e le bacerei come si bacia ciò che ci è
infinitamente caro... Tempo fa ho rivisto un
amico che non vedevo da anni... Mi ha sorpreso
quanto il tempo sia impotente nei confronti
dell’affetto... Un uomo, un amico, che vive in
lontano da me da molto tempo, mi ha stretta a se e
mi ha sussurrato all’orecchio – tu non sai
quanto bene io ti voglia, non ne hai minimamente
idea -... E’ stato un abbraccio caldo,
potente, pieno di vita... Mi ha donato una
certezza: che nella vita si è più amati di quanto
si creda... E’ che qualche volta non lo si
vuole ammettere.... Siamo così ossessivamente
contagiati dal Visibile da arrivare a pensare che
ciò che non lo è non esiste e così ci
dimentichiamo che il mondo invece ci riconosce
sempre per quello che siamo e quindi se diamo
amore ne riceviamo. Io su queste pagine sto
cercando di ricamare con voi un “legame” con le
mie parole, con il mio corpo, con le mie assenze,
con la mia mente ma ...soprattutto con il mio
amore... Forse vorrei semplicemente essere un
pittore per poter tracciare l’ultimo tratto di un
cerchio... chiudendolo! ...poi chissà, magari
mi allontanerò di qualche passo dalla tela...
reclinerò cocciutamente la testa di lato, mi
siederò alla scrivania e... fumando un bel
sigarino... mi sentirò tremante e felice!
...che altro dire... ...aprite gli occhi
perché io sono qui, tra le Vostre braccia...e Vi
voglio ascoltare...
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| 26
ottobre |
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| Mollami...
per il mio bene! |
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Questa
sera ci sarebbe solo da spegnere la luce e
rigirarsi nel letto cercando il sonno e reprimendo
i conati speziati dell’anima che vorrebbe solo
traboccare... Andarsi a cercare un
tavolo nel caldo e fumoso locale dietro
casa... Starsene
lì aspettando qualche pezzo di sottofondo musicale
che mi permetta di pensare...
Niente da
piangere, nessun rotolarsi dal dolore, solo un
senso di schifo... ...di
scelte sbagliate ne ho fatte, ma certe cose
no... Odio
quando si prendano decisioni al posto mio,
motivate dal mio bene, giuro che questo mi manda
fuori dalla grazia di dio ancora più di quanto non
ci viva regolarmente... Soprattutto se a farlo è una persona che
cerca di pararsi il culo... Per il
mio bene... Già..per il mio
bene...hai detto... per
il nostro bene... Per il
mio fottuto bene... per quella merda di bene da
credere! Conosco
benissimo quale è il mio bene, lo so in ogni
istante, me ne faccio benissimo carico da sola
credimi, non ho affatto bisogno di essere protetta
da me stessa. Non usare
il meccanismo “per il tuo bene” contro di me, non
sono nella tua sfera di responsabilità...
E di
fatto non lo sono mai
stata... Ho tanto
da vivere ancora, ma un po’ ho vissuto, so mettere
le cose in prospettiva e risolvermi i problemi…
magari non sono all’altezza di risolvere quelli
degli altri, ma con i miei sono
grandiosa. E proprio
tu dovresti capire che a volte un po’ di dolore fa
bene, è necessario, proprio per quel senso della
prospettiva. Che non
esiste il piacere senza quel filo di dolore e che
tutto altrimenti diviene confuso,
indistinguibile... Quindi
per il mio bene... ho deciso... basta... forse è
un bene chiudere definitivamente la pagina che
porta il tuo nome... ...PER IL
MIO BENE!
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| 25
ottobre |
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| Io ...e
la luna |
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Serata
al solito locale... Mi piacciono queste serate
vuote... Mi accoccolo nell’angolo appoggiando
la testa al muro e rimango ad ascoltare chiunque
abbia voglia di parlarmi... ...Ascolto e
penso... ...Penso e fumo... ...Fumo e
bevo... ... Mi dipingo addosso un
ghigno...E’
la mia sfida con la Luna!
Ci
sono io, qui dentro, accovacciata tra le note del
sax e un muro grondante umidità e c’è Lei, lì
fuori, immersa nel cielo zitto... Io qui, lei
lì... Ci sfidiamo a chi resiste di più, a chi
può custodire meglio i segreti della
gente... Lo so che lei ne ascolta a milioni ma
è lassù, lei! Io invece sono qui giù... Io
condivido con i miei dannati i loro
inferni... Siamo tutte e due senza
sole... Siamo entrambi figlie della stessa
notte... Usiamo linguaggi
sconosciuti... Beviamo dagli stessi
alambicchi... Ma siamo diverse! Lei non ha
cornicioni sui quali rimanere in equilibrio quando
i segreti sembrano essere troppi per una sola
anima umana... Lei non resta a specchiarsi sul
fondo di bicchiere di rhum ipnotizzata da un
dolore che non è nemmeno più vivo... Lei ha
orizzonti che io non ho... Nell’angolo acuto
delle solitudini che mi vengono raccontate, io
fagocito dolori che non hanno specchi per
rimandare un immagine di possibile libertà da se
stessi... Lei
è libera di esserci o non esserci per gli
uomini... .. Io no... Io ci sono! ... Sono
qui e ascolto...
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| 24
ottobre |
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| ..in
giornate come queste... |
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...le
nuvole nel cielo sono come schiuma di
cappuccino...
..allora
slego le mani, afferro la tazza del cosmo e
ingurgito tutto... |
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| 20
ottobre |
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| Desiderare.... |
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Desiderare
troppo mi ammazza. Mi sfianca, assorbe dal centro
della mia anima troppa energia. Dimagrisco pur
mangiando. Rimango in apnea inconsapevolmente,
anche quando guido, mentre spingo un carrello o
ascolto qualcuno parlarmi dall’altro capo del
telefono, così, all’improvviso comincia a mancarmi
l’ossigeno nel sangue e mi gira la testa, allora,
ma solo allora, apro la bocca come qualcuno che
riemerge da un’immersione troppo lunga, e
finalmente respiro. Mi ammazza desiderare
così... Mi infastidisce anche non dare sfogo a
questo tarlo crudele che mi divora dentro! Una
goccia nella notte che batte rumorosamente sempre
nello stesso punto: i sensi... Allora divento
debole, distratta, evanescente... Non rispondo,
non parlo, mi isolo perché lui, il desiderio, mi
richiama a se pretendendo attenzione, devozione
assoluta. Non c’è scampo e quindi vago dentro di
me alla ricerca di soluzioni definitive, rifiuti,
negazioni. Ma sono poca cosa, sono volontà false.
Cincischio con me stessa. E’ una musica, sempre
quella, continua, leggera dolce e soprattutto
nostalgica che macera l’animo ma se mai diventerà
corpo e respiro, anche solo bacio, oh, sì, solo un
bacio, nulla più, allora sarà estasi... Di quelle
che ti fanno tremare, sconvolgono e creano
l’assoluta certezza che a certe forze non ci si
può opporre. Vita, quella vera, quella per cui
vale sempre la pena rischiare.
Però, fanculo, che
fatica!!!! Mi
stanca....ma cazzo, sono
FELICE! |
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| 19
ottobre |
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| Parole... |
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...........rimango un attimo
ferma a guardare questi puntini di
sospensione.... Rimango a guardarli mentre mi
mordo un labbro e le parole rimangono nella mia
testa prese a pugni per essere messe in ordine, in
una riga che sa di disciplinato ordine marziale
mentre vorrebbero uscire tutte
insieme... Gettarsi su questa pagina e danzare,
fare capriole, volare con arditi guizzi in alto,
in basso, poi sù, poi a destra poi a
sinistra... Parole che trattengono il fiato e
si gettano a capofitto nell'aria..Gioiose,
allegre, vive...vitali! Parole che si
guardano, si abbracciano, danzano
felici... Parole che si fermano con il fiato
lungo, hanno corso così tanto,così tanto
felici... Parole che ora si guardano, intense,
quasi serie, parole che ora si desiderano con una
dolcezza infinita... Parole che vogliono solo
disfarsi di tutto e di tutti e stendersi su questa
pagina bianca e starsi accanto, nude
...Calore... Parole che dimenticano di essere
state per qualcun’altro prima, che dimenticano di
essere state qualcos’altro prima... prima di
ora! Parole l'una sopra l'altra che piano,
guardandosi senza generare altre parole entrano
l'una nell'altra... Parole che potrebbero
diventare lacrime da quanto e come e quando si
sono desiderate,
cercate... |
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| 18
ottobre |
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| Capisci?
Sì, so che capisci. |
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Al
mio amico Glau...
E’ in questa frase, che qualche
volta mi ripeto, che vivi... Lancio il
boomerang uncinato delle mie parole verso di te e
lui torna a me con i brandelli della tua anima.
Ne
odoro il sapore, li stacco piano e
me li appiccico addosso come parti mancanti. Sono
balsamo per le mie ferite. Sono i pezzi di me
persi da qualche parte che mi ritornano
quando ti dico.... Sì, so
che capisci!
In
regalo un dolce ricordo... la foto che amavi
tanto... quella con i capelli al
vento...
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| 14
ottobre |
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| Le luci
ambigue della sera... |
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Mi
guardo allo specchio... Lascio
che la musica, questa musica, mi faccia fare ciò
che vuole.... Chiudo gli occhi, le mie mani
sono altre mani riflesse in questa luce appena
accennata... Suoni, nulla più! Strade di
città bagnate da splendori
pallidi...notturne.... Lampioni che sfuggono ai
lati... E seguo il fruscio della seta
asfaltata... Dune che mi si creano sotto ai
polpastrelli, che sfuggono per riapparire appena
un pò più in giù... Turgori di curve chiuse tra
il desiderio di vero contatto! Accelero, nulla
più che istinto! Sento l'orlo, arrivo fino a
lì... fino alla folata calda del prossimo
incrocio! Sollevo appena la mia camicia e dal
finestrino del mio cervello l'aria mi si fa in
faccia più fresca... Respiro
tremando... Luci ambigue si inchinano al mio
passaggio, sento che oltre... oltre quell'orlo di
seta smetterò di vagare, mi fermerò, sospenderò
tutto, anche il mondo se servisse. ...Lascio
fare alla mia mano...
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| 13
ottobre |
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| Un
ritornello... |
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In bilico
tra santi e falsi dei
sorretto da un’insensata
voglia di equilibrio e
resto qui sul filo di un rasoio
ad asciugar parole
che oggi ho steso e mai
dirò
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| 12
ottobre |
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| Blog... |
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Quanto
amore in questo mondo di
blog! Quanto
amore corrotto, sbagliato,
dimenticato... Quanto
amore illuso, nascosto, divelto,
scoperchiato... Quanto amore a grondare come
pioggia su un vetro inclinato... Quanto amore
da non poter dire e da urlare a morsi... Quanto
amore dalla grana grossa come vecchie fotografie
rubate ai boulevard contrastati di una città
visionaria... Quanto amore per non sentire che
lui non c’è, che se ne è andato dietro una parola,
l’ultima che t’ha detto... Quanto amore per
sperare di non dimenticarla, per cantarsi la nenia
malinconica della vostra bellezza
perduta... Quanto amore per credere che eravate
unici, nessuno mai, no, nessuno mai come
voi... Quanto
amore viene lasciato cadere qui dentro come se qui
dentro fosse un lago scuro e le parole sassi lisci
ed affilati da far rimbalzare uno, due, tre volte,
poi giù a picco, ad inghiottire il gesto spezzato
di un abbraccio che non si è chiuso... Non si è
chiuso intorno a lui o a lei che non lo sa che
questo arco d’amore così leggero e dolce gli
apparteneva! Quanto
amore muto! Quanto amore non
ascoltato! Quanto amore chiuso in pagine che
non odorano di carta ma che vorrebbero tornare a
macchiarsi dell’inchiostro vivo della
realtà... Quanto
amore sognato su giri di valzer, su musiche
scomposte, sulle ombre pacate delle fotografie
dedicate...
Quanti intenti...
Quanto “gesto” mancato... che a metterlo
tutto insieme questo amore di parole si corre il
rischio di sublimarlo passando dalla solidità del
gesto alla rarefazione degli intenti
dimenticandoci che di mezzo c’è un cuore che pompa
sangue...
...il cuore è un
muscolo che non accetta ordini... Quanto
amore...ovunque tu sia... |
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| 11
ottobre |
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| Spogliati... |
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Spogliati! Esistono
paradossi disegnati sulla tua pelle e nemmeno sai
di portarli incisi addosso... Sono qui per
spiegarteli! Sono qui per sussurrarti
all’orecchio che si può essere diversi... Si
può cercare almeno di non credere a quello che ci
hanno sempre insegnato, a quello che abbiamo
imparato... ...Si può fare l’amore... Perché
mi guardi così? ...Sembri smarrito... Sembra
che io ti abbia detto qualcosa di incomprensibile
o una verità che non vuoi sentire! Certo, sì,
potrei scoparti... Potrei portarti in un retro
bottega o lungo una statale al termine di una
cena, reclinare il sedile e aspettare che il tuo
meraviglioso uccello si infili dentro me... Ma
non è questo che leggo sulla tua pelle... Non è
questo che rimane impresso nella retina del mio
animo quando ti guardo negli occhi... I sensi
sono sovrani e lo sai e lo so, ma se li accetti
solo per quello che sono, se resti ad assaporane
l’istinto in superficie allora tu vali quanto un
altro ed io quanto un’altra. ...Tanto vale
pagare per un sesso di questo tipo... Comincia
con l’ascoltare la mia voce quando ti dice che sei
bello, che sul tuo corpo potrei vagare per ore,
che vorrei farti la doccia lavandoti piano,
centimetro dopo centimetro... Ascoltami quando
ti parlo e racconto alle tue labbra umide le
fantasie della mia lingua... Voglio che
impariamo insieme ad assaporare il
gesto... Voglio che una mano passata su un seno
diventi brivido. Ricostruire l’attimo in cui ci si
dona all’altro: ecco cosa voglio! Che possa
pensare e provare ciò che ho dimenticato di poter
provare e pensare... Spogliati e trema quando
la mia mano accarezzerà il tuo petto... Trema
perché la mia pelle ti ha sfiorato! Torniamo a
questo punto del Senso dove la testa gira e il
cuore potrebbe anche non pulsare più, quando il
desiderio è talmente forte che milioni di nuove e
occulte particelle sensibili si risvegliano
dal profondo per stendersi anche nella più
dimenticata piega del nostro corpo... Senza
limiti, senza pudore! Lascia stare ciò che sai,
il sesso che conosci, perché un pompino non sarà
un pompino, potrei anche non fartelo con la bocca
e le mani; potrei osare talmente tanto da fartelo
con le parole... Ma ci devi essere, devi essere
qui, con me... Torna dai ricordi, dal
vissuto... Rinasci, ora, qui! Lascia perdere
il letto, il pavimento, il muro, potrei amarti
così seduto davanti a me solo passando un dito a
disegnare il tuo corpo... Allora sì, quando
arriverà il folle istante della compenetrazione
potrò guardarti negli occhi e tradurti in un
gemito che il paradosso dei giorni nostri sta
tutto nel fatto che dimentichiamo troppo spesso
che ci si può amare ...anche...in questo
modo.
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| 10
ottobre |
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| Le parole
che non dirai mai... |
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Ci
sono momenti nei quali uno crede di trovare le
risorse per dire ciò che deve dire... Ci sono
momenti nei quali ci si confronta con se stessi e
poco conta se qualcuno coglie le nostre
ombre... Ci sono notti durante le quali
vorresti solo alzarti il bavero e andare fuori....
Ci sono notti durante le quali, alla luce
fioca della tua casa, nella tua stanza, in
ginocchio davanti a lui, seduta sul pavimento, ti
raccogli i capelli in uno chignon perfetto, un
gesto antico che hai visto fare alla tua bisnonna
milioni di volte... Ci sono notti durante le
quali lui si siede e ti guarda seduta in ginocchio
tra le sue gambe, nudo... Ti guarda, pallida e
bellissima, mentre ti raccogli i capelli e si
dipinge sul volto un sorriso dolce, pieno di
tranquillità... Sorride, mentre lo guardi, ora
che sei nuda e candida, pronta ad essere ciò che
sa che sarai... Sarai la sua piccola geisha
bianca dai capelli raccolti... Sarai il suo
piccolo fiore che profuma di unicità: quella del
gesto che stai per compiere. Ci sono notti
nelle quali ciò che conta non è il piacere
conosciuto, quello che passa attraverso due corpi,
quello amato e convulso
dell’accoppiamento... Ci sono notti durante le
quali c’è lui e nulla più. Il piacere viaggia
lento salendo piano su per la tua nuca nuda,
nell’arco flesso della tua testa che si muove tra
le sue gambe... Non ci sono le parole oscene o
i gesti scoordinati dettati dal possesso...
Nessuno sta per essere posseduto... Non
esiste lo sguardo colpevole del
non restituire ciò che ricevi... Lui stà e
tu fluisci in lui... Un contenitore che
contiene l’altro. Godrai di ciò che non
senti sulla tua pelle ma sulla sua... Scorrerai
in vene che non hanno il tuo sangue...
Respirerai con i movimenti di un altro
corpo... Berrai un piacere condiviso... Ci
sono notti nelle quali dimentichi di avere un
corpo perché è dell’altro, diverso da te, che hai
bisogno... Un bagliore così forte da oscurare
l’egoismo del sesso... E’ di quel sorriso dolce
che hai bisogno... E’ di quella mano intrisa di
piacere che hai bisogno... E’ di quei capelli
finalmente sciolti su quel seme caldo, che hai
bisogno, prima che anche solo una goccia cada per
terra, prima che qualcosa di voi vada perso
inutilmente, li userai per pulirlo, per conservare
su di te tutto quell’amore... Tutte quelle
parole che non dirai mai.
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| 07
ottobre |
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| Il
nocciolo dell'estasi... |
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Ora ho bisogno di sentire la tua
mano... Ora ho
bisogno di avvicinarmi al tuo volto e
odorarti... In fondo, pensaci, c’è niente di
più animalesco che odorare la pelle
dell’altro?! Voglio il tuo odore... Vvoglio
chiudere gli occhi e fare entrare l’odore della
tua pelle, farlo entrare proprio dentro la mia
testa e tracciarne la mappa olfattiva e ascoltare,
spiare dove sceglierà di depositarsi per sempre
nel mio cervello... L’odore di una persona non
si scorda più! Quando l’aspiri, se rimani in
ascolto, e lo segui come osservandolo da fuori
mentre sale e si diffonde in te lo vedrai
dilagare, per poi contrarsi in una sua unicità e
scegliere un luogo, piccolo, caro, ovattato dove
finire il suo volo... E lì rimarrà per sempre!
Nessuno mai potrà togliertelo, nessuno mai potrà
privarti di quella piccola parte viva e dormiente
che si è depositata in te. L’odore della persona
che desideri è il nocciolo dell’estasi... E’ la
chiosa del desiderio! Ne ho aspirato un po’
quando te ne stavi per andare. Ricordi? Mi
sono avvicinata al tuo collo e al tuo orecchio e
ti ho aspirato... E il tuo odore, se chiudo
gli occhi, e seguo la mappa che ha tracciato lo
ritrovo, si risveglia e torna ad emanare te dentro
di me. Ed allora ti espandi da quel punto in
tutto il mio corpo riempiendomi.. E’ un
attimo, non dura mai di
più! |
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| 06
ottobre |
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| La notte
in un pacchetto |
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..E alla fine senza sigarette proprio
no. Mi infilo qualcosa e esco. Prendo la
macchina ....accendo... vado! Sono in
strada... Buio.... La musica, penso. Vasco
riempie l’abitacolo. Arrivo al distributore
automatico...posso fumare! Ed è la logica
perfetta ed intermittente dei lampioni che mi
impedisce di tornare a casa. I pensieri che si
infilano nei coni di luce come crune di
aghi. Sembra di andare sull’olio mentre mi si
forma un nodo in gola e dire a cosa sto pensando
non ha senso perché in fondo non penso,
semplicemente vado... Incroci, semafori poche
auto e quest’aria fredda... Vasco c’è
sempre! Curve su curve e quello dell’Audi che
mi sta davanti e va piano. Sorpasso ...non
potrei. Freccia. Vado. Non guardo e vado
così in curva sapendo che faccio una cazzata ma
non mi fermo. Penso a voi che mi leggete ogni
giorno. ...A voi che conoscete cose che altri
mai, a voi che dite, che un giorno ci siete e
altri no, a voi che amate, che soffrite, che mi
date tanto... La macchina sembra il mio corpo
ora. Nessuna difficoltà a guidarla. Prendo
l’autostrada. Se percorressi 300 km potrei
dormire tra le sue braccia questa notte invece
arrivo alla barriera e giro l’auto e torno. Veloce
veloce. Ingaggio una piccola gara con un'altra
auto anonima. Le luci si intrecciano. Sembriamo
due lucciole che si corteggiano. L’asfalto e
lucido. C’è pure la luna. Parcheggio. Risalgo
dal garage e vedo la mia vicina, cresciuta. I suoi
16 anni e le braccia languide del ragazzone che
fuori di casa la bacia. La sua risata limpida,
ghiacciata. E mi metto a piangere perché non
avrò mai più 16 anni. Ero già troppo adulta 16
anni.... Riconosco però quella risata e quei
seni che aspirano all’olimpo e il turgore del
ragazzo che ti stringe. Conosco. Ricordo. Non
tornano quegli anni del cazzo nei quali ti credi
Dio mentre ora fai fatica a rimanere
uomo. Chiudo la porta. Accendo una
sigaretta. Scrivo... |
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| 05
ottobre |
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| ...una
bambina cattiva... |
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Io ero una cattiva bambina, io ero
l’unica femminuccia del rione a non giocare con le
altre bimbe, io giocavo con i maschi, a calcio,
con le macchinine, con i soldatini con le biglie.
ecc.. Ero la cattiva bambina che odiava le
altre bimbe perché stupidamente avvizzite nella
loro civetteria! Con i maschi era diverso, ci
si confrontava su vari livelli e se poi risultavo
anche meglio di loro allora mi portavano in
trionfo per le vie polverose della vecchia via...
Con loro era più semplice ed
immediato... Io ero il capo di una
banda... Io mi arrampicavo sugli alberi mentre
le altre spingevano micro carrozzine piene di
ciccio belli paffutelli (al mio avevo tagliato i
capelli per vedere se con la cresta centrale tipo
punk sembrasse più figo)..scavavo la terra con le
mani rompendomi le unghie mentre le altre se le
pittavano con la lacca rossa delle madri
casalinghe Io guardavo i giornaletti porno con
il mio grande amico Glau, rintanati dentro la
botte vuota nel magazzino degli attrezzi di suo
nonno mentre le altre ancora facevano le boccacce
ai maschietti... Io ero la cattiva bambina che
disegnò una casa nera e che schiaffeggio la sua
migliore amica durante il giorno della sua prima
comunione.... Io ero quella che a scuola rubava
le gomme e le penne dei compagni... quella che lo
raccontò al parroco il giorno della prima
confessione... ero poi io quella che sentitasi
tradita da quel parroco smisi di credere nella
chiesa... Io. Io. Io. Ero la cattiva bambina
...quella che faceva il bagno ghiacciato pensando
che sarebbe morta ma a quel primo bagno fatto
all’insaputa dei genitori, spogliandosi di fretta
e gettandosi dentro senza nemmeno saggiare la
temperatura dell’acqua, non avrebbe mai
rinunciato... Troppa
luce, troppi colori, troppa eccitazione infantile.
Io sono una cattiva bambina che fa le
cose e poi…basta non pensarci o semplicemente dire
“Domani si vedrà”.
Per GLAU:
Ho aggiunto un'altra foto... per ricordare i
momenti da brava bambina... quando la mamma mi
metteva il vestitino bello... ;-)) Si vede poco..
ma il naso era molto arricciato... ;-)
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| 04
ottobre |
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| Qui non
arrivano gli angeli...a insegnarti la strada
buona |
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Fermarsi
ad un passo dall'essere troppo o troppo poco. Ma
fermarsi lì, al limite, come essere ad un passo da
un precipizio ed esserci arrivati su una macchina
bella e potente, a tutta velocità ma aver avuto la
capacità di fermarsi nell'ultimo possibile
centimetro prima di cadere. Talvolta vivo così.
Mi capita quando inspiegabilmente (o si tratta
solo di uno stato di costante precario equilibrio
sulle “cose”) entro in uno stato di “anossia” da
emozioni. Così, istintivamente, ho bisogno di
accelerare, di andare incontro alle cose, di
infrangermi contro la vita. Ho bisogno di
lasciarmi andare. Ho bisogno di farmi male per
sentirmi viva. Ho bisogno di amare, di tremare, di
leggere parole mai dette, di parlare all’orecchio
dicendo niente, importunando una belva che dorme,
giocare sembrando ingenuamente indecente.
Non verrà
nessun angelo a salvarmi sull'orlo del precipizio,
stà solo a me tenere i piedi per terra e non
camminare in quella
direzione. Cercare
di ridere di tutto ciò che mi ferisce, di non
pensare sempre a una soluzione, di vedere in che
direzione procede il
mondo... ...ognuno
nasce e muore solo, e da soli l’amarezza si
mastica con più
gusto. |
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| 03
ottobre |
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| La Regina
della Pioggia... |
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Da bambina pensavo di essere la regina
della pioggia. Io dicevo
come, io dicevo quando, io dicevo perché, io
dominavo questo evento naturale: "via con i
fulmini!!!!!" e zazaza, ne arrivava uno, " via con
i tuoni, orrrraaaa" e bummmmm
eccolo. Mi
mettevo sul balcone di casa dei nonni ...sotto la
pioggia a braccia aperte a dirigere
l'orchestra. E i nonni
rimanevano a guardarmi dalla finestra della camera
e il più delle volte nonno si metteva a piangere
dalla gioia Sei bravissima
– mi diceva Hai
visto nonno che tuono ho fatto, aspetta, ora te ne
faccio uno tutto per te, attento
eh…attento Mi
concentravo mentre i capelli lunghissimi mi
svolazzavano da tutte le parti e oramai fradici mi
schiaffeggiavano dolcemente il viso, mi sollevavo
sulle punte delle dita dei piedi , testa bassa,
indici al cielo, occhi spremuti nell’atto di
concentrarmi e quando sentivo che l’energia
intorno a me si stava accumulando (oggi direi come
prima di un orgasmo che sta per esplodere) ,
alzavo il volto al cielo e urlavo
“OOOOOOORRRRRRRRRRRRRAAAAAAAAAAA” ZZZZZZZZAAAAAAAAAAAAAAAAA
BBBBBBBBBUUUUUUUUUMMMMMMM E io
sentivo di essere Dio in terra! Cazzo, Cazzo,
quanto mi piaceva e mio nonno applaudiva e io
ridevo e mi giravo verso di lui a fare un inchino
compiaciuto. Ero la regina della
pioggia. Qualche
volta invece mi mettevo sul balcone ma al riparo,
proprio sul limite ultimo del gocciolare sul
lastricato solare, mi distendevo, mi coprivo con
una, due coperte, mi mettevo in posizione uterina,
rimaneva fuori solo il volto, e me ne rimanevo
così per ore. Un giorno
nonno si alzò dal sonnellino pomeridiano...e non
trovandomi nel mio letto cominciò preoccupato a
cercarmi per tutto l’appartamento, sul
pianerottolo, dai vicini. Poi
disse: no, non è
possibile, non può essere
lì. Aveva
piovuto il pomeriggio di un terribile e
violentissimo temporale primaverile. Mi trovò sul
balcone, avvolta nelle mie
coperte. ...Ho
sempre amato la pioggia...
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| 30
settembre |
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| Melina...
la mia più grande Amica... |
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Continuo a rigirarmi tra le mani la tua
ultima lettera... ...quella
datata 21.5.1998... il giorno del mio 20º
compleanno... ... la
rigiro tra le mani, la osservo... me la metto
accanto alla guancia... come se fosse la tua
mano... Vorrei
addormentarmi così oggi... nella speranza di
poterti vedere ancora un solo
istante... Chissà
che diavolo di fine hai
fatto... Non è mai
stato da te tutto questo
silenzio... Avevamo
fatto un piccolo patto di sangue il giorno prima
della tua partenza... Ti
ricordi? ...avevamo giurato che, cascasse il mondo,
non ci saremmo mai perse di
vista... Siamo
sempre state di parola Melina..
Tu sei
sempre stata una persona di
parola... E in quel
patto avevamo giurato qualcosa di
eterno... Ho odiato
tuo padre
incredibilmente... I suoi
giri... i suoi traffici... Ho odiato
tuo padre perchè ti ha fatto allontanare per
sempre da me... Ma
speravo che fossi al
sicuro... E invece
un bel giorno mi vedo recapitare l’ultima lettera
che ti avevo inviato... ...datata
21.5.1998... “Ho
voglia di festeggiarlo con te questo mio 20º
compleanno...” ..ad oggi
non ho trovato mai nessuno all’altezza e ci hanno
provato credimi... Mi
ricordo quando mi spiegasti cos’è una
misericordia, avevi gli occhi duri e brillanti
...discorsi da
immortali... ...“La
Misericordia serviva a finire i cavalieri in
armatura, la lama entrava da qui e raggiungeva
dritta il cuore senza incontrare alcuna
resistenza.”... Non avrei
smesso di fissarti neanche se tu avessi cominciato
a premerla contro la mia pelle fino a
trapassarla... Ne avresti avuto il diritto, tra
noi era così! Non l’ho
più scordata quella parola, me la faccio roteare
sul palmo anche io quando le cose vanno male e tu
sai benissimo che ...capita anche a noi... poveri
figli di papà, vero Melina?
Con te non ero mai
sola, i
silenzi li cantavamo in due portando lo stesso
tempo... Melina...ci sono notti
che vorrei tu avessi misericordia di me... e che
venissi all’improvviso... per un ultimo
bacio di buon
viaggio...
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| 29
settembre |
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| ...io
vivo... |
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... e
nessuno mi potrà togliere sto cazzo di
sorriso...
...Nessuno...
..neanche
impegnandosi...
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| La magia
...del’autunno... |
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...Sento
l’arrivo dell’autunno... annunciato come un ospite
di riguardo... Affronto il vento
con una baguette sotto braccio avvolta in un
sacchetto di carta... quella marrone ...che sa di
civiltà antica, ...piena di sapori tipici da
gustare per dare il via ai
racconti... Vedo
il mio sguardo posarsi dolcemente su uno
striscione legato da una parte all’altra della
strada che stavo percorrendo....
“...Ely ti
amo...” Per
un attimo mi è piaciuto credere che fosse per
me... Sorrido..., rido, ... e
penso! ...Bello,... io amo queste
cose... Amo
il corteggiamento... Amo
corteggiare... Amo
farmi corteggiare... Un
arte silenziosa, indimenicabile, che ti entra
ovunque... Corteggiare... Sedurre ...amo questi
giochi!! Sguardi silenziosi, occhi che parlano,
gesti involontari che riesci a cogliere anche da
uno sconosciuto... Ripenso a Rudy e alle sue dolci buonanotti
incise sul muro accanto al mio portone...
Ripenso a Enzo e alla scritta Elisa ti
amo sul muro del sottopassaggio che facevo per
andare a scuola... Ripenso ad Alessandro... al mio
Tortellino...a quando mi apriva la portiera quando
dovevo salire in macchina, a quando mi spostava la
sedia per farmi sedere, a quando mi preparò la
cenetta a lume di candela... e ricorderò la poesia
che mi hai inviato questa
mattina... Ricordo quel cd ricevuto il giorno del mio
compleanno...da Alessandro, un ragazzo conosciuto
su msn.. Ricordo nastri con dediche
d’amore... Ricordo Alberto... e alle canzoni che mi
dedicava nei suoi
concerti... Ricordo l’avvocato... e quel suo sms con la
canzone “...sei
bellissima...”... Ripenso agli innumerevoli mazzi di rose
...mazzi di rose che mi raggiungevano in un bar
mentre sorseggiavo quel caffè mattutino, al lavoro
in una giornata pesante, a casa...
..ovunque... Ricordo quella rosa di carta stagnola fatta
dal ragazzo del
bar... Ricordo
poesie... Poesie il cui soggetto ero
io... Ricordo libri... con
dediche... Ricordo foglietti volanti attaccati sullo
specchio della camera d’albergo o sul
cuscino... Ricordi nitidi... profumi
intensi... Perchè il mondo ha perso di vista la
bellezza di questa
magia... Perchè... Ho
voglia di rivivere in questo mondo
fatato... Mi
immagino... Vorrei starmene al caldo con
te... ...solo con te...
...magari a leggere un libro, dividendo una
tazza di te... Vorrei sentirmi la tua gatta
nelle sere davanti a un film... ...assaggiare
il liquore dai bordi della tua
bocca... L’autunno ha un luce dorata, pomeriggi
che sanno di tempo perduto e di giochi troppo
sottili per esser presi sul serio. L’aria dopo
la pioggia, il suono di scarpe bagnate, farti
l’amore quando sei distratto e te ne accorgi dopo
e te la godi sorridendo appena. Ascoltare
musica, rispettare i tuoi silenzi e volerti
follemente come se non ti avessi avuto mai.
Nasconderti i vestiti e le chiavi dell’armadio
mentre dormi per vedere come te la cavi la
mattina dopo ad andare a lavoro avvolto in una
coperta. Travestirmi da corriere e venirti a
rapire nella pausa pranzo e farti provare quel
ristorante nuovo... Imboccarti con cura mettendoti il cibo
tra le labbra con la punta della forchetta
...mentre mi siedo sulle tue ginocchia..mentre il
cameriere sorride e pensa che siamo due
ragazzini.... Quante cose si possono fare in
un autunno così senza mai smettere di fare
l’amore.
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|
| 28
settembre |
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|
| Inferno...
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Mi
do le stesse possibilità di ghiaccio al centro
dell'inferno. ..Bruciare.. ...è la cosa che
ha più senso... |
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